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Ginevra
Week-end ponte Santi (Novembre 2007)

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Viaggiando molto per lavoro, ho accumulato molti punti Miglia Alitalia e dovendo spenderli entro la fine del 2007, ho deciso di organizzare un Week-end con la famiglia in una città Europea.
Tra le città visitabili, con i punti a disposizione, quella che ci è parsa la meta migliore, soprattutto per gli orari dei voli, è stata Ginevra.
Quindi circa 4 mesi prima, ho prenotato Voli e Hotel per il ponte dei Santi.
L’ Hotel era un Best Western (del quale non ricordo il nome) vicino alla stazione ferroviaria, comodo per la vicinanza al lago e per la vicinanza alle fermate dei mezzi di trasporto.
Prima considerazione riguarda subito i mezzi di trasporto: ottimi, puliti, e per quanto riguarda l’orario, mi scuso per la battuta: Svizzeri.

Per il resto, la breve vacanza, è stata condizionata dal tempo incerto e dalla salute di Besughina (2 anni e mezzo) che, durante la prima notte in Hotel, si è svegliata con 38 di febbre.
Questa cosa ci ha costretto a rivedere i nostri piani riguardo le cose da visitare.
I nostri piani comunque non erano molto dettagliati, in quanto su Internet abbiamo trovato pochi spunti e siamo partiti con l’idea di rilassarci e di visitare il centro, il lago e di chiedere consigli in albergo, consigli che non ci hanno illuminato più di tanto.

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Dopo il primo pomeriggio a girare per le vie vicine all’Hotel, verso il lago, la cena in un buon ristorante e la notte in Hotel, il giorno seguente, armati di Tachipirina e termometro, abbiamo deciso, dato il freddo e la febbre di Besughina, di andare al chiuso e di raggiungere in autobus il museo forse più conosciuto di Ginevra: il museo internazionale della Croce Rossa e della mezzaluna rossa, situato nei pressi dell’edificio delle Nazioni Unite.
E’ stata una visita molto interessante e anche un po’ triste nel contempo.
Il museo, composto da quadri formativi, filmati, documenti, foto, computer interattivi, ripercorre la storia della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa Internazionale dalla sua fondazione ai giorni nostri.
Commoventi i princìpi dell’organizzazione e i documenti riguardanti gli interventi nelle varie zone di guerra.
Nei muri attorno al percorso, sono appesi dei quadri che riportano tutti conflitti nei quali è intervenuta l’organizzazione, tantissimi, troppi.
Rabbia e sconforto ci hanno assalito nel vedere quante guerre sono concentrate negli ultimi anni, quante sono ancora in corso, quante dimenticate dalle TV e dai giornali, perchè evidentemente non fanno notizia.
Ripeto interesse, riconoscenza, ma anche tristezza e rabbia.
Forse è anche giusto, talvolta, che il viaggio porti anche a conoscere e approfondire queste cose.
Comunque sia, sapere che ci sono organizzazioni, volontari, persone che sostengono e credono in questi princìpi umanitari, ti lascia un messaggio di speranza.
Con questa speranza abbiamo salutato, nel pomeriggio, quest’importante museo.

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Il giorno seguente è andato meglio per Besughina (febbre scomparsa), ma peggio per il clima: nuvole e pioggia.
Alla prima schiarita siamo andati a visitare il centro e abbiamo fatto una corsa con il trenino turistico che ci ha portato per le vie della zona collinare della città.
Il lago, anche alla sera, offre un bel paesaggio.
E’ possibile fare dei tour organizzati, in battello lungo le sue rive, ma clima e salute della bimba non ci hanno consentito di farlo.
Per le vie del centro, tantissimi sono i negozi di moda e di orologi, soprattutto quelli di souvenir artigianali, dove abbiamo acquistato, come ricordo, un bel orologio con casetta in legno, subito appeso in corridoio appena tornati a casa.
Il tempo a disposizione e le poche cose viste non ci autorizzano ad esprimere pareri su Ginevra.
Possiamo invece esprimere sensazioni su quanto visto, sensazioni di una bella e pulita città che ha nel commercio, nelle banche, nei negozi (tante persone passano week-end a Ginevra per fare shopping), nei locali pubblici (bar, ristoranti), nei suoi parchi e giardini, la sua maggiore attrattiva.

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